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Thomas Hardy – Un uomo stava avvicinandosi a me

.
Quella notte grigia, col suo mormorio
triste, monotono,
e senza null’altro da sentire, da vedere,
non ho sognato che da contee sconosciute
attraverso Halworthy un uomo solo
stesse, nel buio, avvicinandosi a me.
 
Nessun pensiero mi turbava,
nessun presentimento del gioco che
mi avrebbe strappato il cuore,
eppure, sotto l’ala della sera
silenziosamente spiegata,
un uomo cavalcava verso di me.
 
Non pensavo a nessuno proprio a nessuno
ma solo alle cose banali – le leggende, i fantasmi –
sebbene nella brughiera grigia e oscura
che i viaggiatori di questa costa
preferiscono evitare,
quell’uomo avesse sorpassato Tresparret Posts.
 
Nessuna luce nell’entroterra,
solo il faro verso il mare,
nulla che potesse farmi capire
che poco lontano da me,
presso Hennet Byre,
l’uomo stava avvicinandosi sempre più.
 
Vi fu un suono cupo alla porta,
una corrente d’aria mosse i tendaggi,
e appena un minuto dopo,
con uno sguardo che
incarnava il mio destino,
quell’uomo a me si rivelò.

A man was drawing near to me

On that gray night of mournful drone,
A part from aught to hear, to see,
I dreamt not that from shires unknown
In gloom, alone,
By Halworthy,
A man was drawing near to me.I’d no concern at anything,
No sense of coming pull-heart play;
Yet, under the silent outspreading
Of even’s wing
Where Otterham lay,
A man was riding up my way.

I thought of nobody–not of one,
But only of trifles–legends, ghosts–
Though, on the moorland dim and dun
That travellers shun
About these coasts,
The man had passed Tresparret Posts.

There was no light at all inland,
Only the seaward pharos-fire,
Nothing to let me understand
That hard at hand
By Hennett Byre
The man was getting nigh and nigher.

There was a rumble at the door,
A draught disturbed the drapery,
And but a minute passed before,
With gaze that bore
My destiny,
The man revealed himself to me.

.

Thomas Hardy Upper Bockhampton, 1840 – Dorchester, 11.1.1928 poeta e scrittore britannico.
Si sposò e si stabilì in campagna, presso Dorchester, dove, dice Wikipedia,  trascorse l’intera vita senza alcun evento degno di rilievo.
Hardy non crede in un Dio creatore e buono, che si preoccupa di portare giustizia, ma in un destino immanente di ispirazione schopenhaueriana: l’Immanent Will, che fa perdere ogni potere all’uomo, così piccolo nell’universo. L’obiettivo di Hardy era illustrare “il contrasto tra la vita ideale desiderata da un uomo e quella reale e squallida che egli era destinato ad avere”; un destino ostile, maligno, che finisce con l’annientamento della felicità e della speranza.
.
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