8 commenti

Nunzia Binetti

Non è silenzio, è mutezza, la tua
e delle cose
angoscia cresciuta in un teatro
che mai nulla replica.
Un filo di ferro raccoglie gli steli
li stringe, l’abbraccio è cesoia.
Le rose, le cose
Il tuo volto di mezzo, la vita.
.
Voi datemi qualche rumore
che scuota di poco quei petali e poi di rimando
anche il resto, calato nel sonno.
Il solo vibrare sia effetto placebo, per me
audiolesa, sfinita dal guasto.
.

Entrami in vena

.
Entrami in vena, poesia avara
e in punta d’ago.
Dammi le sillabe, sfilandole ai lacci del dolore
e sarò fiume tracimato
ma non osare precludermi l’uso
scantonato,trascurato, disusato,
del caso vocativo.
Solo, sa urlare la mia vedovanza secca.
Ma dimmi tu, chi mai invocare
perché risani tutta la vacanza
la falciatura andata e quella che già
slitta nel presagio :
la morte sulla soglia della casa
.
Apriti, fatti luce, qui tutto rabbuia.
Dove è finito il mare ?
Nunzia Binetti

La poesia di Nunzia Binetti è fatta di profondità, di significati che si svelano poco a poco, dietro e oltre le sue immagini spesso folgoranti e il linguaggio calibrato e consapevole, frutto di frequentazione con la poesia contemporanea e passione per le potenzialità espressive della lingua. (Davide Castiglione)

Nunzia Binetti è nata e vive a Barletta. Il suo incontro con la poesia è avvenuto presto, durante l’infanzia ed è proseguito e prosegue, nonostante si sia dedicata agli studi di Medicina, e poi di Lettere.

.

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8 commenti su “Nunzia Binetti

  1. Grazie , carissima Titti! nunzia

  2. Una delle maschere più tragiche e drammatiche del mondo contemporaneo è l’incapacità di ascoltarsi e di ascoltare, e di farlo sentendo fluire intorno, fino a pervaderci l’anima “the sound of silence”. E non solo non sappiamo ascoltarlo, il silenzio, ma ne abbiamo paura, spesso una paura panica… Questa poesia di Nunzia Binetti mostra (con una intensità, una profondità, una ormai conseguita semplicità di linguaggio, di stile e di immagini, di sonorità e scorrevolezza) in pochi splendidi versi ciò che un libro di antropologia contemporanea non riuscirebbe forse compiutamente a dire in un corposo volume; e mi verrebbe tanto la voglia di ripercorrere, verso dopo verso, questo davvero sorprendente testo. Ma mi limiterò a copiarlo e serbarlo fra le mie carte privatissime. Sono grato a Nunzia per avermi dato la possibilità di accedere al sito e al testo e spero di averne spesso delle sorprese tanto preziose.

    Antonino Caponnetto

    • Antonio, la tua profonda analisi mi pare un affresco capace di sintetizzare i cunicoli esistenziali che attraversano quasi tutti i miei componimenti. In me esiste una continua percezione del nulla, che accade, e del timore che qualcosa possa accadere, il desiderio ossimorico di silenzio e di una voce che spezzi quella rovinosa solitudine che appartiene non solo a me ma, nei fatti, ad ogni essere umano. La solitudine ed il silenzio ci rendono simili alle ” cose”, quelle cose delle quali difficilmente ci accorgiamo ma che pure, come noi, esistono e per qualche incomprensibile ragione. Grazie per questo specialissimo commento.

  3. Inutile dirti quanto sia felice di leggerti … i tuoi versi hanno sempre una profondità rara.
    Un abbraccio grande Nù.
    orsola

    • Orsola , la conoscevi già, ma sei tornata a rileggerla. Grazie! E’ bello quando mi parli o mi scrivi. Un fortissimo abbraccio. nunzia

  4. Grazie all’amica Titti… ho avuto il piacere di letterti…
    nella consapevolezza di donna, conscia che legate a Gea, siamo… nel più profondo dell’essere!
    i miei più sentiti complimenti
    :-)claudine

  5. Grazie all’amica Titti… ho avuto il piacere di leggerti…
    nella consapevolezza di donna, conscia che legate a Gea, siamo… nel più profondo dell’essere!
    i miei più sentiti complimenti
    :-)claudine

  6. Grazie Claudine, per il tuo commento e grazie a te carissima Titti.

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